Data evento: 
da 21/12/2020 a 21/01/2021

Altino Cantiere della cultura finanziato dal MiBACT

Il Museo nazionale e Area archeologica di Altino è tra i 10 “cantieri della cultura”, che il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo ha scelto come progetti strategici per la valorizzazione del patrimonio culturale diffuso su tutto il territorio nazionale e finanzierà con 1,7 milioni di euro.

Il progetto, presentato lo scorso novembre da Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna e Direzione regionale Musei Veneto, cui fa capo il Museo, prevede una serie di interventi con l’obiettivo di migliorare a tutti i livelli l’accessibilità delle aree archeologiche e il collegamento tra queste e il Museo, trasformare AltinoLab in uno spazio creativo e di ricerca, incrementare ciò che ad Altino manca di più: la comunicazione, capillare e con linguaggi attuali, di quale straordinario patrimonio archeologico sia custode, un patrimonio che non può non fare innamorare chi vi si imbatte.

Gli obiettivi del progetto sono due. Il primo, allo stesso tempo scientifico e comunicativo, consiste nel riposizionare correttamente il sito altinate tra i punti di riferimento della scena mediterranea antica. Bisogna quindi attrezzare il Museo per comunicare adeguatamente il proprio reale valore e per parlare i linguaggi che le persone oggi esigono: la restituzione emotiva, la partecipazione, l’inclusione, l’accessibilità, l’equilibrio tra il rapporto diretto con l’oggetto antico e la sua percezione aumentata attraverso gli apparati multimediali e così via.

Il secondo obiettivo si fa ancora più attuale nel contesto della lunga emergenza sanitaria che stiamo vivendo e consiste nel contribuire alla riattivazione del tessuto sociale ed economico di un territorio defilato della campagna veneziana, per favorirne la rapida ripresa al termine della crisi pandemica. Altino è infatti già potenzialmente il nodo di una rete di vie di comunicazione. Il loro potenziamento potrà essere utile sia al collegamento dei residenti nei centri lagunari sia a caratterizzare il territorio come distretto turistico frequentabile lontano dalle congestioni del turismo di massa.

E’ il caso della via d’acqua, che la mette in comunicazione oggi come in antico con la laguna nord di Venezia e alle isole di grande pregio culturale e paesaggistico, quali Torcello, Burano, Murano. Inoltre, è collegata alle ciclovie e ai percorsi naturalistici lungo il fiume Sile e il cosiddetto “Percorso della memoria”, in relazione con la antica via Claudia Augusta. Puntare sulla valorizzazione del patrimonio archeologico e paesaggistico altinate significa attivare, finalmente con continuità, un tipo di fruizione turistica sostenibile, centrata sulle quasi sconosciute meraviglie dell’area settentrionale della laguna veneziana, con evidenti ricadute positive sulle strutture ricettive e ristorative locali.

Ma Altino è raggiungibile anche attraverso vie più tradizionali. E’ a due passi dall’Aeroporto Marco Polo di Venezia ed è collegata dal trasporto su gomma alla Stazione ferroviaria di Mestre e a Venezia stessa dalle linee ATVO. Lo sviluppo del contesto archeologico, pertanto, creerà un centro di attrazione fuori dalle rotte di traffico più usuali, siano esse via acqua o via terra, con l’effetto probabile di stimolo a incrementare e migliorare i servizi di trasporto a giovamento, prima che dei turisti, dei residenti nel territorio.

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