Data evento: 
da 04/06/2011 a 26/11/2011
<p><strong>Fausto Pirandello. <br /> </strong><strong><em>I nudi<br /> </em></strong>3 luglio  - 27 novembre 2011</p>

Fausto Pirandello nasce nel 1899  a Roma dove  muore nel 1975 . E’ figlio di Luigi, tra i più grandi drammaturghi italiani ed insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1934. In questa mostra  l’artista italiano e Lucian Freud, nipote di Sigmund, vengono messi a confronto (per Lucian sono presenti alcune riproduzioni e non le opere originali): entrambi hanno dei genitori importanti che, in diversi campi, hanno studiato e indagato la psiche umana. Importantissimo letterato Luigi, padre della psicanalisi Sigmund  hanno forse, con le novità apportate nella cultura del XX secolo, in qualche modo “costretto” i due artisti a confrontarsi con la bellezza, la labilità e il dolore dell’umanità.

Nella mostra veneziana, vengono presentate alcune opere tra le più affascinanti di Fausto: apre il percorso espositivo il “Nudo in prospettiva” del 1923, si continua con la brillante “Composizione con nudi e pantofole gialle” e la prorompente “Nudo su fondo bianco”. La sua ricerca prosegue poi con le opere degli anni ’50 in cui l’interpretazione dei soggetti si fa, via via più astrattizzante.

Sono presentati inoltre sei pastelli inediti dell’artista, definiti da lui stesso “un estemporaneo battito di ali”: nel descrivere la delicatezza della prima immagine registrata dall’artista segue l’elaborazione  e una nuova drammaticità presente nelle  opere compiute.

Enzo Cucchi
Disegn…Io  Vincent van Gogh
5 giugno  - 27 novembre 2011

L’artista è nato a Morro d’Alba nel 1949, alla fine degli anni Settanta è legato al movimento della Transavanguardia, assieme a Sandro Chia, Francesco Clemente ,Mimmo Palladino e Nicola de Maria. Le sue opere sono esposte nei principali musei  e gallerie  di tutto il mondo.

A Venezia nel 2007, in occasione della 52° Biennale, ha presentato una mostra monografica presso il Museo Correr.

La mostra di Cucchi presentata nella sede di palazzo Grimani consiste in quaranta opere di piccolo formato – la più grande ha una larghezza di sedici centimetri – dedicate a Vincent van Gogh. Secondo il curatore Vittorio Sgarbi “ in queste tavole, Cucchi concentra colori ed emozioni  che stupiscono, proprio perché il processo di riduzione del formato rende luminoso, lampeggiante  ed estremamente vivido il colore . Cucchi  ha individuato van Gogh un antenato , e ha stabilito con lui un legame di elezione molto forte. Credo che siano le opere più belle che ha fatto”.

Per i casi… o le fortune…, il ciclo di Cucchi, ispirato al grande artista, viene a confrontarsi con un altro grande maestro nordico, con Hieronimus Bosch  ( 1453 -1516) con le tavole raffiguranti “Le visioni dell’Aldilà”, già  nel Cinquecento nella collezione di Domenico Grimani, ricordate proprio in questo palazzo e tornate a “casa” dopo quasi cinquecento anni.

Federico Bonaldi
Ratto di Europa
5 giugno  - 27 novembre 2011

A Federico Bonaldi, nato a Bassano del Grappa nel 1933, tra i più grandi ceramisti viventi, è stato chiesto di esporre un vasto pannello composto da oltre cento elementi in terracotta. nell’arte dell’artista sembrano presenti i ricordi commuoventi e familiari  e, al contempo, raffinati e colti della tradizione della città vicentina, così come viene espressa e dichiarata la sua curiosità verso altre culture e altri aspetti del nostro mondo.

Nel pannello, dedicato al Ratto di Europa, mito legato all’unione tra oriente e occidente, sono presenti immagini stilizzate, simboliche, favolistiche con simboli appartenenti a tante culture diverse: l’anima occidentale , con i pannelli di scrittura corsiva o in lettere capitali e altre storie  (Natività, il leone di San Marco….) e altri contenuti legati a pensieri orientali, buddisti, taoisti, tibetani ed ebraici. Il confronto tra questi elementi, distinti ma uniti nella concezione globale dell’opera è espresso con parole più belle e più convincenti dallo stesso artista  “ Da ragazzino creavo i misteri con la stagnola e pezzi di vetro colorato più una lucertola che dava a tutto il movimento. I suonatori di tamburo giapponesi sono molto seri. Mi piace trasformarmi in una suora di clausura che ricama, in un tessitore di tappeti caucasici, in un posatore Comacino di pavimenti, conciatore di pelli ad Arzignano, sciamano a Caltagirone, Imperatore in Madagascar…
Facoltà miracolosa e meravigliosa attività!
Lavo i piatti e le pentole e impasto la terra.”

Kcho
Monumento final
5 giugno  - 27 novembre 2011

Sedici tele e due grandi installazioni del giovane artista cubano (nato nel 1970)  sono presentate a palazzo Grimani. Sono unite da un comune  filo rosso: gli sbarchi di clandestini e di immigrati che uniscono le vicende della popolazione di Cuba  verso gli Stati Uniti, e i viaggi dal Nord Africa verso le coste europee.

Nel cortile sono esposte tre barche sovrapposte che contengono le memorie (e i rimpianti e i resti ) della fuga  attraverso il mare. Al primo piano si è scelto di installare una piroga sostenuta da un tappeto di bottiglie. Il tema dell’acqua, allo stesso tempo fonte e morte nella vita dei profughi, costituisce il motivo costante delle opere presentate alla biennale

Nelle tele al primo piano, possiamo comprendere il percorso dell’artista  fino allo sviluppo delle due grandi installazioni: i bozzetti, anche se il termine è assolutamente riduttivo, compongono la storia nella mente di Kcho per la realizzazione delle opere definitive.

Info: 041 2411507

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