Data evento: 
da 07/05/2019 a 17/11/2019

PITTURA/PANORAMA

Paintings by Helen Frankenthaler 1952–1992

 

Museo di Palazzo Grimani, Venezia 7 maggio – 17 novembre 2019

 

Helen Frankenthaler (1928–2011), la cui carriera ha abbracciato un arco di sei decenni, è da tempo riconosciuta come una dei grandi artisti americani del ventesimo secolo. Si è imposta con autorevolezza tra la seconda generazione di pittori americani astratti del dopoguerra e molti le riconoscono un ruolo centrale nel passaggio dall’Espressionismo astratto alla pittura Color Field. Grazie all’invenzione della tecnica della soak-stain (imbibizione a macchia), ha ampliato le possibilità della pittura astratta, citando a volte la raffigurazione e il paesaggio in modi assolutamente unici. Ha prodotto un corpus di lavori che ha avuto un impatto sull’arte contemporanea profondo e in continua crescita.

 

Per diffusione immediata — New York, NY, e Venezia — Aprile 2019

La Helen Frankenthaler Foundation e Venetian Heritage hanno il piacere di annunciare una mostra dei dipinti di Helen Frankenthaler provenienti dalla collezione della Fondazione, che sarà la prima presentazione del lavoro dell’artista a Venezia dalla partecipazione nel 1966 al Padiglione Americano della 33a Biennale di Venezia. La mostra proporrà quattordici dipinti che coprono un arco di quarant’anni della carriera dell’artista e si focalizzerà sul rapporto esistente nello sviluppo della pittura e del panorama: l’interazione di opere come i dipinti su cavalletto, seppure realizzati a terra, e i grandi quadri orizzontali che si aprono su spazi poco profondi ma estesi, così come fanno i panorami.

La mostra è stata organizzata dalla Helen Frankenthaler Foundation e da Venetian Heritage, in collaborazione con Gagosian. Sarà allestita a Palazzo Grimani a Santa Maria Formosa, uno dei centri culturali più importanti di Venezia nel Cinquecento e dimora di una famiglia famosa per le sue collezioni e per il mecenatismo. Helen Frankenthaler è stata influenzata nel suo uso del colore dai grandi artisti veneziani del 1500, per cui la sede risulta particolarmente appropriata per questa mostra.

La mostra

La mostra è stata curata da John Elderfield, capo curatore emerito per la pittura e la scultura al Museum of Modern Art diNew York, Consulting Curator al Princeton University Art Museum e Senior Curator per Gagosian. Comprende opere panoramiche che spaziano da Open Wall (1953), un dipinto che anticipa il lavoro della scuola del Color Field degli anni ’60, alle tele intensamente atmosferiche dei primi anni ‘90. Le opere saranno installate in una sequenza generalmente ma non rigorosamente cronologica, per rivelare legami tra lavori di periodi diversi, uno sviluppo di continuità e al contempo di cambiamento continuo. I quadri in mostra possono essere inseriti in quattro macro categorie:

 

Gli anni ‘50: I primi esperimenti di Frankenthaler con i grandi dipinti contemporanei orizzontali risalgono al 1950 quando, artista ventunenne da poco uscita dall’università, vide le composizioni astratte di Jackson Pollock realizzate con volute aggrovigliate di colore versato. Nelle tele più vecchie della mostra, Window Shade No. 2 (1952), Frankenthaler tenta qualcosa di simile in scala più ridotta; poi applica la lezione alle opere che alludono al paesaggio, come con 10/29/52. E, quando realizza un grande dipinto orizzontale, come Open Wall, lo fa con aree ampie così come con linee di colore: il titolo dimostra che l’artista era consapevole del dibattito in corso nei primi anni ’50 tra i pittori e i critici di New York, se la pittura dovesse essere come una finestra o una parete. Lei voleva che fosse entrambe, una parete aperta.

 

Gli anni ’60: Per Frankenthaler, un dipinto era una distesa di superficie piana che creava l’illusione della profondità spaziale. Negli anni ‘60, è proprio la prima a dominare tendenzialmente il suo lavoro. In Italian Beach (1960), dipinto ad Alassio, abbreviazioni di una collina, una striscia di fogliame, e una distesa di sabbia colmano lo spazio da una pozza di azzurro mare fino al bordo destro della tela. Pink Bird Figure (1961) espande l’immagine piatta di un uccello su una traiettoria di volo disegnata orizzontalmente attraverso il dipinto. Ma con Riverhead (1963), l’artista ritrova la pittoricità delle tele degli anni ’50 in modo più sontuoso.

 

Anni ‘70–‘80: Il trattamento grafico di New Paths (1973) potrebbe suggerire che l’artista abbia in realtà ritrovato la vecchia strada delle sue tele degli anni ’60. Ma si tratta in realtà di una nuova via, che combina segni piatti, schematici, con una maniera inventiva di aprire lo spazio pittorico: livella gli stretti nastri che attraversano il canale orizzontale di luce in modo che sembrino affievolirsi man mano che diminuiscono di dimensione. Nei primi anni ‘80, tuttavia, Frankenthaler amplifica prima l’approccio pittorico di Riverhead — come in For E.M. (1981) — e poi riadatta di nuovo il suo vocabolario pittorico: stende campi monocromatici di colore atmosferico e sovrappone una manciata di macchie, punti, e trattini di pigmento più tangibile, come con Brother Angel (1983), o isole fluttuanti di colore e linee calligrafiche, con Madrid (1984).

 

Anni ‘90: Il lavoro di Frankenthaler degli anni ‘90, essendo meno conosciuto, è qui rappresentato da quattro importanti quadri dei primi anni del decennio, in cui l’artista guarda indietro alla pittoricità di Riverhead di trent’anni prima, riempiendo queste nuove tele in modo ancor più drammatico. Quando era una giovane artista aveva detto, “I miei dipinti sono pieni di climi, climi astratti, e non la natura in sé.” I titoli delle sue tele degli anni ’90 evocano condizioni climatiche estreme — Maelstrom (1992) —, luoghi in cui si verificano —Snow Basin (1990) —, l’inizio del loro verificarsi — Overture (1992) — o la loro misurazione —Barometer (1992). E il pigmento macchiato che Frankenthaler spalma e sovrappone crea un’evocazione intensamente atmosferica dell’acqua e del cielo che in ultima analisi rimandano alla pittura veneziana del Cinquecento — facendolo in un modo estremamente personale che guarda anche avanti, al lavoro dei molti artisti che oggi traggono ispirazione da lei.

 

Mostra complementare a Roma

Questa mostra è integrata da Helen Frankenthaler. Sea Change: A Decade of Paintings, 1974–1983, che i potrà vedere alla Galleria Gagosian di Roma fino al 19 luglio 2019.

 

Il catalogo

La mostra sarà accompagnata da un catalogo riccamente illustrato, pubblicato da Gagosian, con un’introduzione di Elizabeth Smith, Direttore esecutivo della Helen Frankenthaler Foundation, e Toto Bergamo Rossi, Direttore della Fondazione Venetian Heritage Onlus; una prefazione di Elderfield; e un corposo saggio di Pepe Karmel, Professore associato di storia dell’arte, New York University.

 

La sede

Palazzo Grimani — raro esempio di palazzo veneziano che fonde elementi architettonici locali con dettagli decorativi tosco-romani — deve il suo aspetto agli interventi effettuati da Vittore Grimani e dal fratello Giovanni Grimani, patriarca di Aquileia, nel Cinquecento. Giovanni voleva una Tribuna, una vera e propria “camera delle antichità”, per esporre le più preziose statue greche e romane della sua collezione. Alla sua morte, donò le sculture alla Serenissima Repubblica di Venezia, e la sua collezione lasciò quindi la sua sede originaria nel 1596. Ora, 430 anni dopo aver lasciato Palazzo Grimani, le opere d’arte saranno reinstallate all’interno del palazzo di famiglia a Santa Maria Formosa. Curata da Daniele Ferrara, Direttore del Polo Museale del Veneto, e Toto Bergamo Rossi, Direttore di Venetian Heritage, l’allestimento sarà inaugurato nel maggio 2019, durante l’anteprima della Biennale d’arte di Venezia, e rimarrà aperto fino al 2021. Il progetto è prodotto da Civita Tre Venezie ed è reso possibile grazie al supporto di Venetian Heritage, Maison Hermés, la Helen Frankenthaler Foundation, e Gagosian.

 

Venetian Heritage

Venetian Heritage, organizzazione internazionale non profit con sede a Venezia e New York, sostiene progetti culturali attraverso conservazione, mostre, pubblicazioni, conferenze, studi accademici e ricerca. Si prefigge l’obiettivo di incrementare la consapevolezza dell’immenso patrimonio di arte veneziana in Italia e nelle zone che un tempo facevano parte della Repubblica di Venezia. Per ulteriori informazioni: www.venetianheritage.eu.

 

La Helen Frankenthaler Foundation

La Helen Frankenthaler Foundation, che ha sede a New York ed è stata istituita e sovvenzionata dall’artista mentre era in vita, è diventata attiva nel 2013, alla chiusura della sua eredità. La Fondazione è destinata a promuovere nel pubblico un maggior interesse e comprensione per le arti visive. Sostiene il lascito dell’artista attraverso molteplici iniziative, come mostre, prestiti di opere d’arte, ricerca e pubblicazioni, conservazione, borse di studio, programmi educativi per il pubblico e la comunità di studiosi, e la pubblicazione di un catalogo ragionato. In qualità di principale beneficiario dell’eredità di Frankenthaler, comprende tra le sue proprietà una vasta selezione del suo lavoro con svariate tecniche, la sua collezione di opere di altri artisti, e documenti e materiali originali appartenenti alla sua vita e al suo lavoro. Per ulteriori informazioni: www.frankenthalerfoundation.org.

Ulteriori informazioni per la stampa:

A Venezia, Giovanni Sgrignuoli: giovanni@gmspress.com, +39 328 9686390

A New York, Jeanne Collins: press@frankenthalerfoundation.org, +1 212 268 4937

 

Informazioni per i visitatori:

PITTURA/PANORAMA. Paintings by Helen Frankenthaler, 1952–1992

7 maggio – 17 novembre 2019

Museo di Palazzo Grimani

Castello, 4858A, Venezia

Orari di apertura: giovedì–domenica, 10.00–19.00

Fermate dei vaporetti: Rialto, San Zaccaria, Ospedale

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Helen Frankenthaler Foundation

 

PITTURA/PANORAMA

Paintings by Helen Frankenthaler, 1952–1992

 

Museo di Palazzo Grimani, Venice May 7–November 17, 2019

 

Helen Frankenthaler (1928–2011), whose career spanned six decades, has long been recognized as one of the great American artists of the twentieth century. She was eminent among the second generation of postwar American abstract painters and is widely credited for playing a pivotal role in the transition from Abstract Expressionism to Color Field painting. Through her invention of the soak-stain technique, she expanded the possibilities of abstract painting, while at times referencing figuration and landscape in unique ways. She produced a body of work whose impact on contemporary art has been profound and continues to grow.

 

For Immediate Release—New York, NY, & Venice, IT—April 2019

The Helen Frankenthaler Foundation and Venetian Heritage are pleased to announce an exhibition of Helen Frankenthaler’s paintings drawn from the Foundation’s collection, which will be the first presentation of her work in Venice since its appearance in 1966 at the American Pavilion of the 33rd Venice Biennale. The exhibition will feature fourteen paintings covering a forty-year span of the artist’s career. It will focus on the relationship in Frankenthaler’s development of the pittura and the panorama: the interplay of works like easel paintings, although made on the floor, and large, horizontal paintings that open onto shallow but expansive spaces, in the way that panoramas do.

 

 
  

 

The exhibition was organized by the Helen Frankenthaler Foundation and Venetian Heritage, in association with Gagosian. It will be presented at the Palazzo Grimani in Santa Maria Formosa, one of the most important cultural centers in Venice during the 16th century and home to a family famous for both its collections and its patronage of the arts. Helen Frankenthaler was influenced in her use of color by the great Venetian artists of the 1500s, making the venue particularly appropriate for this exhibition.

 

The Exhibition

The exhibition was curated by John Elderfield, Chief Curator Emeritus of Painting and Sculpture, The Museum of Modern Art, New York; Consulting Curator, Princeton University Art Museum; and a Senior Curator, Gagosian. It includes panoramic works ranging from Open Wall (1953), a painting that anticipated the work of the Color Field school of the 1960s, to Frankenthaler’s richly atmospheric canvases of the early 1990s. The works will be installed in a broadly but not strictly chronological sequence, revealing connections between works of different periods, and a development of both continuity and continuing change. They comprise four major groupings:

 

1950s: Frankenthaler’s first experience of large, horizontal contemporary paintings was in 1950 when, as a twenty-one-year-old artist not long out of college, she saw abstract compositions by Jackson Pollock made with looping skeins of poured paint. In the earliest canvas in the exhibition, Window Shade No. 2 (1952), she tried something similar on a smaller scale; then applied the lesson to works alluding to landscape, as with 10/29/52. And, when Frankenthaler made a big horizontal picture, such as Open Wall, it was with broad areas as well as lines of paint: Its title shows that she was conscious of the early 1950s debate among New York painters and critics, as to whether a painting should be like a window or a wall. She wanted both, a wall that was open.

 

1960s: For Frankenthaler, a painting was an expanse of flat surface that created the illusion of spatial depth. In the 1960s, the former tended to dominate in her work. In Italian Beach (1960), painted at Alassio, abbreviations for a hilltop, a band of foliage, and an expanse of sand bridge the space from a pool of sea-blue to the right edge of the canvas. Pink Bird Figure (1961) expands the flat image of a bird above a flight path drawn horizontally across the painting. But with Riverhead (1963), she re-engaged the painterliness of her 1950s canvases in a more sumptuous manner.

 

1970s–1980s: The graphic treatment of New Paths (1973) may suggest that the artist has, in fact, revived the old path of her 1960s canvases. But it is a new one, combining flat, schematic marking with an inventive manner of opening pictorial space: She graded the narrow ribbons that span the light horizontal channel so that they appear to recede as they diminish in size. By the early 1980s, though, Frankenthaler had first amplified the painterly approach of Riverhead—as in For E.M. (1981)—and then again readjusted her pictorial vocabulary: She laid down monochromatic fields of atmospheric color and superimposed a scatter of dabs, dots, and dashes of more tangible pigment, as with Brother Angel (1983), or floating islands of color and calligraphic lines, with Madrid (1984).

 

1990s: Frankenthaler’s work of the 1990s, being less well-known, is represented here by four major canvases from early in that decade. In these, she looks back again to the painterliness of Riverhead thirty years earlier, filling out these new canvases in an even more dramatic manner. As a younger artist she had said, “My pictures are full of climates, abstract climates, and not nature per se.” The titles of her canvases of the 1990s evoke extreme climatic conditions—Maelstrom (1992)— or places in which they occur—Snow Basin (1990)—or their beginning to occur—Overture (1992)— or their measurement—Barometer (1992). And Frankenthaler’s spreading and layering of stained pigment creates a richly atmospheric evocation of water and sky that ultimately looks back to Venetian painting of the sixteenth century—doing so in a highly personal manner that also points ahead to the work of the many artists who take inspiration from her today.

 

Complementary Exhibition in Rome

This exhibition is complemented by Helen Frankenthaler. Sea Change: A Decade of Paintings, 1974–1983, on view at Gagosian’s Rome gallery through July 19, 2019.

 

The Catalogue

The exhibition will be accompanied by a fully illustrated catalogue, published by Gagosian, with a foreword by Elizabeth Smith, Executive Director, Helen Frankenthaler Foundation, and Toto Bergamo Rossi, Director, Fondazione Venetian Heritage Onlus; a preface by Mr. Elderfield; and a comprehensive essay by Pepe Karmel, Associate Professor of Art History, New York University.

 

The Venue

Palazzo Grimani—a rare example of a Venetian palace that blends local architectural elements with Tosco-Roman decorative details—owes its appearance to the interventions carried out by Vittore Grimani and his brother Giovanni Grimani, the Patriarch of Aquileia, during the sixteenth century. Giovanni wanted the Tribuna, an actual “chamber of antiquities,” in order to exhibit the most valuable Greek and Roman statues in his collection. On his death, he donated the sculptures to the Serenissima Repubblica di Venezia, as a result of which his collection left its original home in 1596. Now, 430 years after the artworks left the Palazzo Grimani, they will be reinstalled inside the family palace at Santa Maria Formosa. Curated by Daniele Ferrara, Director of Polo Museale del Veneto, and Toto Bergamo Rossi, Director of Venetian Heritage, the display will be inaugurated in May 2019, during the preview of the Venice Art Biennale, and will remain on view until 2021. The project is produced by Civita Tre Venezie and is made possible thanks to the support of Venetian Heritage, Maison Hermés, the Helen Frankenthaler Foundation, and Gagosian.

 

About Venetian Heritage Foundation

Venetian Heritage, an international nonprofit organization with offices in Venice and New York, supports cultural projects through conservation, exhibitions, publications, conferences, academic study, and research. It aims to increase awareness of the immense legacy of Venetian art in Italy and in those areas that were once part of the Republic of Venice. For additional information: www.venetianheritage.eu.

 

About Helen Frankenthaler Foundation

The New York-based Helen Frankenthaler Foundation, established and endowed by the artist during her lifetime, became active in 2013, on the closing of Frankenthaler’s estate. The Foundation is dedicated to promoting greater public interest in and understanding of the visual arts. It supports the artist’s legacy through a variety of initiatives, including exhibitions, loans of artworks, research and publications, conservation, grants, educational programs for the public and the scholarly community, and the publishing of a catalogue raisonné. As the principal beneficiary of Frankenthaler’s estate, its holdings include an extensive selection of her work in a variety of mediums, her collection of works by other artists, and original papers and materials pertaining to her life and work. For additional information: www.frankenthalerfoundation.org.

 

 

 

For additional press information:

 

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In Venice, Giovanni Sgrignuoli, giovanni@gmspress.com, +39 328 9686390

In New York City, Jeanne Collins, press@frankenthalerfoundation.org, +1 212 268 4937

Visitor information:

PITTURA/PANORAMA. Paintings by Helen Frankenthaler, 1952–1992

May 7–November 17, 2019

Museo di Palazzo Grimani, Castello, 4858A, Venice Open Tuesday–Sunday, 10am–7pm

Vaporetto stops: Rialto; San Zaccaria; Ospedale

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