Polo Museale del Veneto

La Quadreria - attualmente chiusa per lavori di ristrutturazione - sarà riallestita al termine del cantiere per le “Grandi Gallerie”.

Sorta di sezione di eccellenza dei più ampi depositi delle Gallerie, allestita per una fruizione anche pubblica, la Quadreria è stata per lunghi anni accessibile ai visitatori, ancorché con orario limitato e solo su prenotazione.

La creazione di questo particolare spazio espositivo - nata nell’ambito del progetto sperimentale "Dal museo alla città" - aveva comportato, al momento della sua creazione sulla metà degli anni novanta, il rinnovamento degli impianti di illuminazione e di sicurezza degli ambienti, nonché il restauro della scala ovata di Palladio, degna porta di accesso alla visita dei dipinti selezionati per l’esposizione nel lungo corridoio.

Quest’ultimo, che fungeva in origine da collegamento alle celle dei monaci nell’antico convento, ha assunto conseguentemente la doppia funzione di Pinacoteca fruibile anche ai visitatori esterni e di riordinato reparto sperimentale di monitoraggio delle condizioni conservative di un buon numero di opere dei depositi.

L’allestimento predisposto a tal fine ha raggruppato 88 capolavori della pittura veneta compresi tra la fine del 400 e il 700, da Nicolò di Pietro a Cima da Conegliano, Veronese, Tintoretto, fino a Tiepolo, Piazzetta, Alessandro Longhi e Hayez.

“... i depositi ben lungi dall’essere o dall’essere solo «luoghi dove si conservano le opere di secondaria importanza» ... svolgono un ruolo fondamentale. Non può esistere un museo senza un deposito: essi sono le riserve per lo studio e la didattica, indispensabili strumenti di rotazione e sostituzione nel caso di mostre, restauri, problemi conservativi delle opere esposte.... Il problema fondamentale dei depositi è prima di tutto un problema di dimensioni: non sempre è possibile attrezzarli come vere sale di studio o gallerie secondarie, anche se molto si è fatto e si continua a fare in questo campo. Quello che importa è che il deposito o i depositi non vengano considerati un’istallazione isolata e senza rapporto con le altre attività, ma che, cercando di conciliare le esigenze della conservazione, della visibilità e della facile reperibilità costituiscano una sezione integrante del museo stesso.”

G. Nepi Scirè, Introduzione alla Guida alla Quadreria, Venezia 1995