Polo Museale del Veneto

Musei

Galleria Giorgio Franchetti alla Ca' d'Oro

Collezioni

Pianoterra

imageL'assetto odierno della corte interna e del portego, cui si accede da un piccolo giardino adiacente la biglietteria, si deve ai lavori di restauro e recupero parziale delle strutture originarie dell'edificio attuati dal barone Giorgio Franchetti nei primi decenni del Novecento.

Bartolomeo Bon, vera da pozzoAd egli si devono il recupero e il ripristino dell'originaria Vera da pozzo del cortile, scolpita da Bartolomeo Bon nel 1427 - capolavoro dell'artista che reca su tre lati le figure della Giustizia, della Fortezza e della Carità - e l'ideazione del raffinato mosaico dell'atrio, ispirato agli esempi della basilica marciana e realizzato con marmi antichi, opera quest'ultima cui il nobiluomo lavorò personalmente, a più riprese, fino alla morte nel 1922.  

"Portego"

Nel portico a L che affianca il cortile su due lati sono collocate sculture di epoca e provenienza diverse.

Cortile, Busto virile e cippo funerarioNel braccio corto, ove è esposto un Busto virile antico ispirato alle opere di Prassitele proveniente dalla collezione Franchetti, è posto il cippo in porfido che segna il luogo dove riposano le ceneri di Giorgio Franchetti.

Rinaldo Rinaldi, centauro Chirone e Achille, particolareNel braccio lungo che affaccia sul canale e che si apre, sul fondo, sull'atrio di approdo sono collocate due sculture: una Flora di epoca cinquecentesca proveniente dalla raccolta Franchetti e un gruppo neoclassico di Rinaldo Rinaldi, allievo e collaboratore di Canova, raffigurante Il centauro Chirone che insegna ad Achille a suonare la cetra.

Cortile

imageE' diviso dalle calle da un alto muro merlato. Il portone di accesso alla corte è sormontato da un ricco fastigio marmoreo che reca scolpito sul lato interno un angelo che regge lo stemma dei Contarini, antichi proprietari della dimora.

Cortile, scala monumentaleTipica dell'edilizia veneziana antica è la presenza della scala esterna, impostata in questo caso su arcate ogivali e arricchita da testine di coronamento della ringhiera marmorea. Realizzata da Matteo Raverti negli anni di costruzione dell'edificio, era stata demolita nel corso dell'Ottocento e fu rimessa in opera dal barone Franchetti che la ricompose recuperandone materiali e pezzi originali.

Di notevole interesse è anche la facciata interna prospiciente la corte, animata al piano nobile da una pentafora riferibile ai Raverti . Sulle pareti sono infisse patere e formelle di stile veneto-bizantino provenienti da diversi edifici veneziani