Polo Museale del Veneto

Musei

Galleria Giorgio Franchetti alla Ca' d'Oro

Collezioni

Portego del secondo piano

 (Sala X) 

Nel lungo portego del secondo piano sono esposti affreschi staccati provenienti da cicli pittorici di edifici pubblici e religiosi veneziani. Si tratta di opere collocate in origine all'esterno, la cui rimozione dalla sede originaria ne permise la preservazione da ulteriore degrado.

Il primo gruppo di affreschi proviene dal chiostro del monastero di Santo Stefano, sede dei monaci Eremitani Agostiniani, soppresso dopo la caduta della Repubblica e oggi ufficio della locale Intendenza di Finanza. Sappiamo dalle fonti che Giovanni Antonio Pordenone (Pordenone 1484 c. - Ferrara 1539) vi aveva dipinto, agli inizi degli anni trenta del Cinquecento - dopo che un disastroso incendio aveva distrutto la precedente decorazione - scene del Vecchio e del Nuovo Testamento. Di questi rimangono, ancora leggibili, i tre raffiguranti la Cacciata dei progenitori dal paradiso terrestre (cat. a.12), Cristo e la samaritana e Cristo e la Maddalena (cat. a.13 e a.14), opere caratterizzate da un vigoroso colorismo, e da una linea costruttiva morbida e articolata. 

Giovanni Antonio Pordenone

(Pordenone 1484 - Ferrara 1539)

La cacciata dei progenitori dal paradiso terrestre

affresco staccato

cat. a. 12

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Un secondo gruppo di affreschi, raffiguranti tre figure di Virtú (cat.a.16,17,18) e altri soggetti non facilmente identificabili con figure maschili e putti entro architetture  é invece attribuito a Domenico Campagnola (Venezia? 1500 - Padova 1564), anche se, specialmente le figure dei nudi maschili, paiono piú difficilmente riferibili all'artista. 

Nella parte piú corta del portico sono invece esposti gli affreschi superstiti di Tiziano (Pieve di Cadore 1490 - Venezia 1576) provenienti dal Fondaco dei Tedeschi, anticamente il centro commerciale della Comunità germanica presso la Repubblica di Venezia. Rimossi dal Fondaco nel 1967, consentono ancora di apprezzare - nonostante l'inevitabile degrado e la condizione frammentaria  -  l'imponenza delle immagini monumentali che a lungo costituirono a Venezia una fonte di meraviglia per i visitatori, colpiti anche dalla colorazione accesa e vivace, oggi perduta.

Vetrine

Nelle vetrine sono raccolte opere in terracotta provenienti dalla settecentesca collezione di Filippo Vincenzo Farsetti e del nipote Daniele - comprendente originali e calchi in gesso da celebri sculture antiche - alla quale avevano accesso gli studenti di scultura e di pittura dell´Accademia di Belle Arti di Venezia.

Nel ripiano superiore della vetrina di destra, sono esposti due bozzetti (cat.sc.77 e 78) di Gian Lorenzo Bernini (Napoli 1598 - Roma 1680) preparatori per due dei fiumi (il Nilo, il Rio della Plata) della fontana di piazza Navona a Roma, dove i quattro fiumi (accanto ai già citati, anche il Gange e il Danubio), raffigurati come quattro figure maschili, rappresentavano allegoricamente le quattro parti del mondo.

Gian Lorenzo Bernini

(Napoli 1498 - Roma 1680)

Rio della Plata

terracotta

sc. 77

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Nel ripiano inferiore sono esposte alcune piccole sculture di soggetto mitologico di Stefano Maderno (Bissone 1576 - Roma 1636), espressione della cultura romana degli inizi del Seicento tra classicismo e barocco. A tale ambito è riferibile anche l´insolito Laocoonte, copia della famosa scultura alessandrina, che documenta una delle ricomposizioni del gruppo, ritrovato frammentario.

Nella stessa vetrina del Laocoonte, al ripiano superiore, sono conservati dieci bozzetti di telamoni realizzati da Giacomo Piazzetta (Pederobba 1640 c. - Venezia 1705) per la decorazione lignea della biblioteca dei Domenicani a San Giovanni e Paolo.

Le piccole sculture raffigurano figure di eretici, secondo una complessa iconografia illustrata in un apposito libretto edito al momento dell' inaugurazione della biblioteca nel 1683. Altri bozzetti dello stesso complesso, donato evidentemente soltanto in parte all´Accademia di pittura (di cui lo scultore era stato direttore), si conservano in altri musei stranieri. Tra questi una seconda versione dell'insime decorativo, di cui esistono o ne sopravvivono soltanto quattro a Berlino, appare completamente dorata. 

 

Francesco Guardi

(Venezia 1712 - 1793)

La piazzetta verso S. Giorgio  

olio su tela, cm.45 x72

       Collezione Franchetti

cat. d.60  

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 Francesco Guardi

(Venezia 1712 - 1793)       

Il molo verso la Salute,

olio su tela, cm.45 x72

       Collezione Franchetti

cat.d.6

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I due dipinti, opere della maturità di Francesco Guardi, sono tra le rare vedute del maestro esposte nei musei veneziani.

Nella prima uno scorcio della piazzetta di San Marco si allarga sulla veduta dell´isola di San Giorgio. Nella seconda un sole mattutino illumina la riva, evidenziando le bianche tende del mercato del pesce e in lontananza le cupole della Salute. Una vita vivace, piena di minuti episodi quotidiani agita la riva e le imbarcazioni ormeggiate. Un cielo inquieto e mosso, su cui corrono veloci le nuvole, contribuisce a creare quel particolare tono "preromantico" che caratterizza spesso le vedute dell´artista, frutto di una visione lirica e intensamente atmosferica, ben diversa da quella più tecnica e costruita di Canaletto.