Polo Museale del Veneto

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Gabinetto dei Disegni e Stampe

La raccolta dei disegni comprende 3143 pezzi di straordinaria importanza, sia per l'eccezionale qualità di alcuni fogli, che per la notevole varietà del materiale appartenente ad artisti di diverse scuole, italiane e straniere.

Il nucleo principale, di circa millecinquecento fogli, apparteneva a Giuseppe Bossi, letterato e pittore milanese di versatile ingegno, già segretario dell'Accademia di Brera. Alla sua morte, la raccolta di grafica, veniva messa all'asta e in un primo tempo acquistata dall'abate veneziano Luigi Celotti, collezionista e mercante d'arte. Per insolvenze rispetto alla somma pattuita i disegni rimasero tuttavia depositati a Milano, sigillati in cinque casse, presso i procuratori degli eredi. Fu Leopoldo Cicognara, presidente dell'Accademia veneziana, che ben conosceva la raccolta per i suoi rapporti di amicizia col Bossi, a proporre al Governo Austriaco di assicurarla all'istituto di Venezia. Nel 1820 il governo, dopo aver preso visione del Sommario a stampa e aver ottenuto assicurazioni che l'Accademia era priva di opere di grafica e che queste sarebbero servite "di istruzione degli studiosi" e non "di semplice abbellimento", inoltrava la proposta d'acquisto alla Commissione degli studi di Vienna. Dopo una serie di lunghe trattative e il sacrificio di opere pittoriche di primaria importanza, i disegni - raccolti in dodici grandi volumi - venivano definitivamente acquisiti all'Accademia nel 1822.

Due anni dopo si riusciva ad incrementare la raccolta con un corpus di seicentodue disegni architettonici e vedute di Giacomo Quarenghi, grazie all'interessamento di Antonio Diedo, segretario dell'Accademia. Il fondo grafico proveniva dal figlio dello stesso artista, Giulio, da cui il Celotti l'aveva acquistato, cedendolo poi al governo per l'istituto veneziano nel 1824.
Nel corso dell'Ottocento iniziano nuove acquisizioni volte ad incrementare la sezione veneta della raccolta, così poco rappresentata soprattutto per il XVIII secolo. 
Nel 1910 veniva acquistato un volume di settantadue fogli contenenti un repertorio di modelli ad uso di bottega, studi dal Ricci e dal Diziani.
Dieci anni dopo, nel 1920, si acquistava all'asta, per esercizio del diritto di prelazione, un eccezionale album di centotrentaquattro disegni di Sebastiano Ricci, di estrema importanza per la conoscenza dell'artista, rappresentativo delle varie tecniche, dallo studio preparatorio, fino al foglio per amatori.
Centoquaranta fogli di Scuola veneziana del Settecento venivano assicurati alle raccolte, sempre su diritto di prelazione, nel 1926: il nucleo principale è costituito da opere di Giovan Battista Pittoni e del suo allievo Antonio Kern.
Nel 1937 si acquisì da Martin Richter, quando stava per essere esportato negli Stati Uniti, un gruppo di ventiquattro disegni di Scuola lombarda ed emiliana del tardo Cinquecento e del primo Seicento.
Il quaderno di studi di Canaletto, la più importante raccolta di schizzi documentari dell'artista e testimonianza preziosa per la comprensione del processo creativo dei suoi dipinti, è stato donato nel 1949 da Guido Cagnola. La grafica di Canaletto circa dieci anni dopo veniva arricchita con altri otto fogli provenienti dalla raccolta Viggiano .
Al 1981 risale poi l’acquisizione di un gruppo di trentaquattro fogli con cinquantadue disegni di Egidio dall'Olio, che ricoprono l'intero arco della sua produzione, dagli anni trenta agli anni settanta.

Infine nel 1994 il Ministero esercitava il diritto di prelazione sull'atto di compravendita di quattordici disegni di Giambattista Piazzetta della collezione Alverà, che andava ad arricchire il nucleo piazzettesco originario.