Polo Museale del Veneto

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Progetti didattici

Arte e Natura nella pittura veneziana dal XVI al XVIII secolo alle Gallerie dell'Accademia

Anno scolastico 2005 - 2006
Convenzione con l'Istituto d'Istruzione Superiore "G. Ponti" di Mirano (VE)

Presentazione del Progetto 

Nel formarsi e tramandarsi delle immagini dell'arte figurativa è comune l'atto di intendere alcuni concetti attraverso la rappresentazione di oggetti diversi in loro vece, cioè di un simbolo. Il simbolo è così rappresentazione di un'immagine (significante). che si riferisce ad una realtà che quel riferimento, non sempre evidente, è tuttavia diretto ed immediato.

Nella rappresentazione simbolica esiste infatti, tra figura significante e cosa significata, un rapporto concettuale immediato, che implica una rispondenza automatica, universalmente nota.
Una parola o un'immagine sono simboliche quando contengono più di di quanto vi si può scorgere a prima vista. (C. G. Jung)

Nel connettere piani diversi - la concretezza e l'astrazione-, il simbolo serve a indicare, in quanto segno sensibilmente percepibile, qualcosa che sfugge alla percezione sensibile: in questo senso è trait d'union tra il visibile e l'invisibile, esprimendo il tentativo di instaurare nel rapporto positivo con il trascendente e diventa il linguaggio della religione, la quale tenta di figurare ciò che supera l'intelletto umano: è nello stesso tempo mistero e rivelazione; nasconde le verità sacre allo sguardo profano, ma al tempo stesso le rende manifeste a chi intenda decifrarle.

In quanto intale il simbolo fa parte di un patrimonio di nozioni generali, da cui può venir utilizzato anche dall'espressione artistica, in particolare dall'arte religiosa. Il mondo vegetale viene introdotto nella decorazione pittorica o scultorea secondo scelte derivate da motivazioni devozionali-religiose, o letterarie. Nel primo caso valgono quali simboli, più o meno sottintesi, sostitutivi dell'immagine divina; ad esempio il rosso di garofani e ciliegie in rappresentazioni della Madonna col Bambino è allusivo al rosso del sangue della Passione di Cristo. Nel secondo caso, attraverso la trascrizione letteraria dei poeti classici dei tipi di fiori dal mondo classico a quello moderno.

In base a Virgilio, si individuano connessioni precise tra tipi di piante e specie di stili, in base a cui allo stilus humilis corrisponde il faggio, allo stilus mediocris gli alberi da frutto, allo stilus gravis l'alloro e il cedro; tali corrispondenze, schematizzate in un sistema di cerchi concentrici, sono dette rota Vergilii.

All'interpretazione fibesca del mondo vegetale della corrente del gotico intenrazionale, ricomposto in visioni come quella dell'Hortus Conclusus, i maestri del Rinascimento sostituiscono una visione naturalistica fondata su basi scientrifiche, indagatrice di forme, meccanismi, funzioni. La raffigurazione dell'albero, ad esempio, è diversa a seconda che rappresenti Cristo, albero della vita secondo Origene, o l'uomo, simile all'albero che produce buoni e cattivi frutti, secondo san Gerolamo. La quercia, inoltre, simbolo, di solidarietà, e quindi di fortezza e pazienza, vale nello stesso tempo quale attributo di Maria, della croce, della vita, della salvezza.

Anche i fiori entrano nell'iconografia cristiana. La rosa, per la sua forma e il suo profumo, rappresenta la perfezione e l'armonia: emblema dell'iniziazione quando è rappresentata a cinque petali e dell'Alta Iniziazione a nove: appartiene a quei pochi eletti che hanno raggiunto la sapienza dei grandi iniziati; è il fiore scelto da Dante per figurare il paradiso ed ognuno dei suoi petali contiene il numero di anime liberate dalle rinascite terrersti, alle quali la luce divina è redistribuita in proporzione a quanto esse possano assorbirne. 

In questo percorso didattico sono state individuate le presenze naturalistiche di alberi, frutti e fiori e il loro signidicato simbolico, nei dipinti di area veneta dal XVI al XVUII secolo delle Gallerie dell'Accademia.

Annalisa Perissa
Responsabile dei Servizi Educativi del Museo e del Territorio

Arte e Natura