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L'arte fatta da noi

In collaborazione con ANffAS Venezia

Presentazione del progetto

La consapevolezza che il museo abbia tra le sue finalità anche quella del favorire l'integrazione di categorie socialmente svantaggiate è il presupposto necessario per intraprendere un dialogo fattivo con esse.
Nella collaborazione con A.N.f.f.A.S. di Venezia (Associazione nazionale di disabili intellettivi e relazionali) i musei statali veneziani hanno aggiunto una nuova sostanza al proprio ruolo nella società, nel perfezionare la propria mission verso il visitatore, a ulteriore conferma dell'interpretazione del museo come pubblico servizio, inesauribile fonte di energia nella fruizione simbolica delle arti.

Avvicinarsi alle opere d'arte costituisce un esercizio fondamentale per comunicare e interpretare la realtà: il linguaggio dell'arte favorisce il superamento di qualsiasi barriera. Il museo è diventato un luogo che ha offerto pari opportunità di crescita culturale, in cui è stato possibile vivere la propria soggettività, grazie alle azioni premesse dall'esperienza del fare artistico, ed esprimere la propria potenziale creatività, che può essere sviluppata particolarmente in un ambiente che fornisca ricchezza di esperienze.

Nello spazio museale l'unione con l'altro ha permesso di ritrovare, attraverso le dinamiche proprie dell'espressività, quel quid che altrimenti rimane inespresso per impotenza, soggezione, incapacità. Si è realizzato un momento d'incontro aperto alla libertà che la creatività veicola in sè, espressa sia dagli artisti del passato, sia dai visitatori odierni, se aperti ad uno scambio di ricerca, come sono stati gli amici del Laboratorio "E" della Giudecca: hanno cercato, indagato, proposto e realizzato.

Gli strumenti dell'arte sono stati elementi base per avviare un processo di socializzazione, nella relazione tra persone, nella reciprocità dell'ascolto, nel confronto di singolarità umane, nel progetto comune di rielaborare più fattive esperienze di vita, che rispondano ai bisogni di una relazione di piena e vera umanità. In quest'esperienza, l'arte, elemento essenziale della nostra società, nella salute o nella malattia, ha adempito al suo ruolo, oltre che estetico, psichico, pulsionale, di valoire essenziale nell'identità dell'uomo.

Il primo progetto realizzato insieme nel 2003, I colori dell'angelo, è è stato un percorso guidato alla scoperta degli angeli raffigurati nei dipinti di Bellini, Carpaccio, Veronese, Tiziano e Tiepolo, e un itinerario Un viaggio nel Giappone di dame e samurai al Museo Orientale. Gli elaborati prodotti nel Laboratorio d'arte espressiva "e" sono stati esposti parte a Ca' Farsetti dal 19/11 al 12/12/03 nell'ambito dell'iniziativa "Arte a Palazzo" dei comuni di Venezia e di Pesaro e parte alla Galleria "g. Franchetti" alla'Ca'd'Oro, quali un grande mosaico ispirato alla cupola della creazione nella basilica di San Marco, con l'angelo che separa la luce dalle tenebre, o due tavole ispirate all'Annunciazione di Giovanni Bellini delle Gallerie dell'Accademia, lavori realizzati sperimentando tecniche diverse, dal mosaico in vetro al legno dipinto, alla cartapesta modellata.

La fantasia degli "artisti" è stata particolarmente libera nel ricreare con i colori le figure spirituali degli angeli tramandate attraverso l'immaginazione e l'espressività di molti artisti nel corso dei secoli. Un altro percorso comune è stato realizzato iniziando dall'esposizione Giorgione, Le meraviglie dell'arte tenutasi alle Gallerie dell'Accademia nel 2004. I partecipanti hanno inventato una favola storico-contemporanea liberamente ispirata ai soggetti delle opere di Giorgione, da loro scritta e illustrata con lavori realizzati su carta, cartapesta, creta verniciata, stoffa; i manufatti sono stati esposti in giugno nella mostra Omaggio a Giorgione. I colori, le opere e i luoghi dell'artista presso la sede alla Giudecca e poi utilizzati per la realizzazione di un calendario Colpo di fulmine.

Toni e tuoni dal Giogrgione la visita guidata alla mostra Carpaccio pittore di storie è stato il primo incontro del progetto del 2005 che ha ispirato Il soffio di Orsola. Storia di un sogno a fiori, ambientato a Venezia e dintorni e realizzato con la costruzione di una serie di "teatrini" in legno dipinto, animati dai santi Orsola, Giorgio, Teodoro, Margherita che interagiscono nella narrazione a fumetti dove il "soffione" sostituisce la palma e diventa "l'arma che combatte il drago": un sogno ecologico che Orsola ci ha raccontato nel 2005.

L'anno dopo, protagonista è stata la natura morta, prendendo avvio dalla mostra alle Gallerie dell'Accademia e proseguendo con la partecipazione ai laboratori organizzati nell'aula didattica di Ca' Duodo per completare l'itinerario con un lavoro di apprendimento attivo, con un'attività operativa di manipolazione-costruzione di incisioni su gesso e sbalzo su rame. Tutti i manufatti creati cono stati esposti a giugno alla Ca' d'Oro.

La mostra monografica su Mantegna è stato lo spunto iniziale del lavoro del 2007, focalizzato sul San Sebastiano della Ca'd'Oro, modello per lo studio del corpo umano Il nostro corpo: l'obiettivo, dopo la visita all'opera, è stato di insegnare i nomi e le funzioni delle principali parti del corpo. E ancora la creazione degli animali di jacopo Tintoretto, rivisitata in chiave moderna, o le riflessioni grafiche legate alla mostra Ritratti e autoritratti d'artista. Anche i nostri "artisti" hanno dipinto il proprio autoritratto, mostrando a tutti come loro si vedono. E come tutti dobbiamo vederli.

Annalisa Perissa
Responsabile dei Servizi Educativi del Museo e del Territorio

L'arte fatta da noi