Polo Museale del Veneto

Fra i 19 siti palafitticoli preistorici italiani riconosciuti Patrimonio Mondiale dell’Umanità e iscritti al sito seriale transnazionale “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino”, 4 si trovano in Veneto: Belvedere e Laghetto del Frassino nell'anfiteatro morenico del Garda, Tombola di Cerea nel cuore delle Valli Grandi Veronesi e il Laghetto della Costa ai piedi dei Colli Euganei.

A Peschiera del Garda, ben 2 insediamenti palafitticoli sono entrati a far parte dell’UNESCO:

Lungo la sponda del lago di Garda si trova la palafitta del Belvedere, un sito archeologico sommerso, ad una profondità media di circa 3 metri, con  una superficie complessiva di 22.500 m2. I materiali rinvenuti ed i dati acquisiti dalle indagini fino ad ora condotte consentono di individuare almeno due diverse fasi di occupazione e sviluppo del sito: la prima, datata al XXI-XX secolo a.C. e quindi ascrivibile all’orizzonte cronologico dell’Antica età del Bronzo; la seconda, collocata alla fine del XVII secolo, vale a dire nella fase di transizione tra Bronzo Antico e Bronzo Medio.

Il sito del Frassino si trova invece al margine sudoccidentale dell'omonimo laghetto, inserito all’interno di un’importante oasi naturalistica provinciale, istituita dalla provincia di Verona nel 1999, designata nel 2000 come Sito di Importanza Comunitaria. L’area archeologica sommersa, individuata all’inizio degli anni ‘80 del secolo scorso, si trova ad una profondità di circa 3-4 metri: i materiali si datati fra la fine dell’Antico e l’inizio del Medio Bronzo.

Il Polo Museale del Veneto sta curando l’allestimento del nuovo Museo Archeologico Nazionale di Verona, negli spazi dell’ex caserma austriaca di San Tomaso, che ospiterà le ricchissime testimonianze provenienti delle Palafitte veronesi e dai siti iscritti al patrimonio dell’Umanità. Nella Sala VI saranno allestite le vetrine che accoglieranno i manufatti caratteristici degli abitati del Bronzo medio del territorio veronese assieme ad alcuni plastici che aiuteranno il visitatore ad apprezzare le tipologie abitative di quell’epoca.

Il territorio veronese vanta un terzo sito iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, ovvero l’insediamento di Tombola, che si trova nel comune di Cerea (Verona), all’interno della valle del Menago. È questo un importante esempio di abitato palafitticolo lungo un antico corso d’acqua, datato tra il Bronzo Medio 3 e il Bronzo Recente. La sequenza insediativa attestata parla a favore dell’esistenza di un complesso abitativo ligneo rialzato con orientamento nordest-sudovest, costituito da numerosi pali verticali ed orizzontali con evidenti tracce di lavorazione e tavole lignee.

Il materiale recuperato durante le campagne di scavo è conservato presso il Centro ambientale Archeologico di Legnago ed il Museo di Storia Naturale di Verona.

Spostandosi in provincia di Padova, nel comune di Arquà Petrarca, all’interno del Parco dei Colli Euganei troviamo l’insediamento perilacustre del Laghetto della Costa. Il sito sorge sulle sponde sud-occidentali di un ampio bacino alimentato da sorgenti termali subacquee. La grande quantità di reperti rinvenuti durante gli scavi archeologici condotti negli anni 1885-86, 1901 e 1909 da Federico Cordenons e nel 1906 da Alfonso Alfonsi è conservata rispettivamente nelle collezioni del Museo Civico Archeologico di Padova e del Museo Nazionale Atestino di Este.

I materiali rinvenuti nella palafitta di Arquà documentano la lunga durata dell’insediamento, dalla fine dell'età del Rame a tutto il Bronzo medio anche se le fasi maggiormente rappresentate, tuttavia, sono quelle risalenti all’antica e media età del Bronzo (XXI-XIV secolo a.C.). Una parte dell’insediamento era costituito da abitazioni su impalcato aereo soprastante lo specchio lacustre, un’altra da strutture su bonifica, edificate direttamente sul suolo.

I siti palafitticoli offrono una visione unica della vita nei primi villaggi agricoli, come ci ricordano i Criteri IV e V indicati dall’Unesco per l’iscrizione al Patrimonio Mondiale di questi importanti fonti archeologiche, aprendo una finestra sulla vita dell’uomo, sull’assetto insediativo e territoriale delle comunità preistoriche.